Un altro commento al mio libro “racconti del cuore”

Ciao Giovanni,  riporto qui il commento al tuo libro “racconti del cuore”. Sei bravo a descrivere le emozioni ed i sentimenti, pur descrivendo poco il mondo pratico che li circonda. Attendo il tuo prossimo romanzo 🙂

 

Il titolo è ben preciso: è una serie di brevi racconti del cuore, cioè dei sentimenti e delle emozioni. La maggior parte scritti in prima persona forse per dare più risalto alle emozioni descritte, i contorni soprattutto pratici sono poco dettagliati proprio perché sono più importanti le emozioni vissute, per cui i racconti possono sembrare evanescenti, irreali, ma invece risvegliano profonde riflessioni. Sono tante piccole scene appena descritte nei colori, nelle forme, nell’insieme, ma traboccanti di emozioni vissute, come la dolcezza, l’amore, la paura, la malinconia.

Ad esempio: ispira dolcezza il racconto di due lancette di un vecchio orologio che continuano ad inseguirsi per amore, ma riescono ad avvicinarsi solo grazie all’aiuto di un orologiaio; oppure la nascita di un amicizia tra un gatto ed un cane, costretti insieme in una gabbia del canile; il tempo che si commuove quando vede il futuro triste che attende due bimbi che si vogliono bene, e allora decide di aiutarli; l’amore che attraversa i secoli, e anche se cambiano le situazioni e le persone, rimane sempre un’emozione unica; la nascita di un bimbo, vissuta come un amore che viene strappato dalla sua mamma, dal suo corpo che lo ha cresciuto e all’improvviso si trova distaccato da lei fino a ritrovarla nell’abbraccio dopo la nascita; il vecchio scorbutico che si è isolato nel suo castello, e solo grazie a due bimbi ed uno specchio magico riesce a rivedere come era una volta, il suo vero essere, allegro e spensierato, e ritorna un po’ bambino; il viaggio virtuale on line, talmente perfetto da sembra reale, fa vivere intensamente sia il fisico (siamo veramente in spiaggia alle Maldive ?) che la mente (l’accompagnatrice virtuale è veramente l’amore sognato ?) ma improvvisamente la realtà irrompe a distoglierci dal nostro paradiso virtuale, perché anche se affidiamo la nostra vita interamente o quasi ad internet non possiamo comunque fare a meno della realtà, bella o brutta che sia; molto triste il giorno di Natale trascorso da chi vive in un manicomio, costretto a rispettare una festività che non comprende e contemporaneamente vive con la mente altrove; oppure, il giorno di Natale vissuto da un barbone per cui tutti i giorni sono uguali e vorrebbe invece dare un nome ad ogni singolo giorno dell’anno, così che ogni giorno possa diventare unico, diverso dagli altri, da ricordare per sempre; la cassaforte, cioè la scatola dei propri ricordi, che quando accarezziamo ci trasportano in un altro mondo, lontano e passato, mentre per tutti gli altri questi oggetti sembrano solo immondizia, oggetti inutili ed insensati.

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