Di ritorno dal Travelcamp

Sono in treno di ritorno dal Travelcamp, ho già organizzato e partecipato a vari barcamp e tutte le volte alla fine di ogni barcamp mi sorprendo degli interventi a cui ho assistito.

Sono sempre incredibile le risorse che un barcamp riesce ad aggregare, mi piace scoprire le persone che partecipano e capire il perché hanno partecipato ad un barcamp.

Mi piace conoscere i partecipanti e scoprire le competenze che ognuno, gratuitamente, condivide con gli altri partecipanti.

Ogni volta che esco da un barcamp ho una sensazione di positività, penso che se le persone fanno centinaia di chilometri per partecipare ad un barcamp per portare con un intervento, le proprie idee, le proprie esperienze, vuol dire che crede nella condivisione delle risorse e delle competenze.

Stiamo passando da un mondo del lavoro in cui le competenze, le informazioni erano di proprietà di chi le aveva e faceva di tutto per proteggerle, un mondo in cui nemmeno il tuo vicino di scrivania condivideva le sue esperienze lavorative il suo know-how, ad un mondo in cui molti mettono a disposizione degli altri le idee, le esperienze e se le scambiano.

Stiamo passando ad un mondo di open resource.
Come dicevo esco dai Barcamp positivo e mentre camminavo verso la stazione ho pensato che forse ce la possiamo fare, io vedo in queste persone, in questo nuovo modo di vedere il mondo, un modo per cambiarlo, vedo tanta gente che crede in quello che fa, che passa ore, giorni, a lavorare per un progetto, per un sogno, che passa ore, come faccio io a scrivere, a leggere ed a pensare ad un modo di vivere in mondo diverso.

Siamo riusciti in 70 anni a distruggere il nostro bel mondo, quello che non siamo riusciti a fare in 3.000 anno lo abbiamo fatto in una generazione.

E’ incredibile non accorgersi che stiamo distruggendo il mondo che diciamo di amare, stiamo consumando in modo egoistico tutte le risorse, avvelenando l’aria e il mondo, tutto per la nostro modo di vivere questo nostro modo egoistico e perverso di vivere.

Questi momenti mi fanno avere una speranza per il figlio che non ho mai avuto, una speranza che attraverso la condivisione si impari a consumare meno e meglio, condividendo, le esperienze, le conoscenze, le informazioni.
Tutto questo come dicevo per consumare meno e in modo più intelligente, imparando ad utilizzare le risorse che gli altri ti mettono a disposizione, spesso gratuitamente, in modo semplice, imparando ad utilizzarle e condividendo le proprie.

Questo mio momento positivo poi, piano piano passa perché il mondo è fatto di tanta gente che non sa cosa siano questi pensieri, che non sa cosa vuole dire condividere, che pensa che quello che è suo è solo suo e non lo condivide con nessuno.

Sono però felice che un piccolo germe di cambiamento sia stato gettato anche oggi, un piccolo germe che spero diventi una malattia contagiosissima.

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