Una nuova recensione su anobii.com

Il libro Racconti del cuore 

Ho letto il libro di Giovanni “Racconti del cuore“, in due riprese e con impressioni diverse.
Il libro è piacevole. Composto da 19 piccoli racconti in 62 pagine.

A mio giudizio il titolo trae in inganno: io non so perché ma per racconti intendo storie che durano un po’ di pagine (10?).

I primi racconti in ogni caso mi sono sembrate vere e proprie favole, in stile Esopo per intenderci. Le mie preferite sono la prima, quella che apre il libro, “L’amore di due lancette di un vecchio orologio“, poi anche la seconda “L’asino ed il bimbo” ed infine anche “Il vecchio nel castello“.

Questi racconti me li sono immaginati come racconti adatti a tutte le età e, soprattutto, me li sono immaginati come favole illustrate. Per i bambini ma non solo.
Dico sul serio Giovanni! Hai mai avuto contatti con editori per libri per bambini? Io leggendoli li vedevo così!

Poi ci sono altri due racconti che mi sono piaciuti e che escono da questo genere, ovvero “Un amore in tante vite” e “Storia di due vecchi che si ritrovano“. Qui ho percepito l’inizio di un nuovo modo di scrivere. Uno stile che se sarà anche nel tuo prossimo libro apprezzerò molto. Mi piace!

E per finire, il mio preferito, ovvero “Le emozioni di un vecchio“.

Confesso che alcuni non mi sono piaciuti, ma per le raccolte di racconti finisce sempre così.

In bocca al lupo Giovanni per la tua scrittura e avvisami quando il tuo prossimo libro vedrà la luce e ancora grazie per il bel regalo che mi hai fatto.

Perrottella
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2 thoughts on “Una nuova recensione su anobii.com

  1. Allego anche la mia risposta.
    Grazie per il commento che ho apprezzato molto, la tua analisi è giusta, come ho scritto rispondendo ad una tua domanda ho iniziato a scrivere racconti per bambini ed i primi nel libro sono in termini di tempo ed anche di stile vicini a quelli che scrivevo per i bambini.
    Bello il consiglio dei racconti illustrati, grazie, in realtà i racconti che ho scritto per bambini sono in un cassetto e non sono mai stati presentati a nessun editore, chi lo sa, forse un giorno lo farò.
    Hai giustamente notato la differenza di scrittura nella seconda parte, i temi sono cambiati, l’intensità è cambiata, le emozioni sono cambiate.
    La tua analisi è giusta ed hai giustamente notato una certa “maturità” nella scrittura, maturità data dal passare del tempo e dalla mia abitudine a vivere la vita in modo pieno buttandomi e poi facendo tesoro delle esperienze, senza fuggire di fronte alle emozioni, senza risparmiarmi davanti alle cose belle della vita ed anche ai dolori che lentamente modificano il tuo modo di vedere la vita ed interpretarla e anche il tuo modo di scrivere.
    “Le emozioni di un vecchio” è l’ultimo racconto del libro ed è anche l’ultimo racconto scritto in quel periodo, questi racconti rispecchiano lo stile del romanzo che ho finito da poco di scrivere, che è iniziato parallelamente alla fine di questo libro.
    In realtà il cambiamento che hai notato non è un cambiamento voluto, è un’evoluzione naturale, ho smesso di raccontare storie ed ho iniziato a parlare di emozioni, di gioia ma anche di dolore, di amore e di abbandono, di sentimenti, di passione, in modo semplice della vita.
    Ti svelo un segreto, ero un po’ preoccupato per il tuo commento, in questi anni non mi è capitato di ricevere commenti negativi, è chiaro che non tutte le storie hanno la stessa intensità, come hai notato, ma in generale ho ricevuto sempre commenti positivi, sebbene io creda nelle cose che scrivo, ogni volta che pubblicamente viene commentato un racconto o come in questo caso un libro c’è sempre una certa emozione, è sempre un po’ un mettersi alla prova, è sempre una scommessa con la sensibilità del tuo lettore e sebbene non ti conosca della tua sensibilità, della tua capacità di percepire nelle mie parole le emozioni ero sicuro.
    Grazie

  2. Pubblico il commento al mio libro di un amico scrittore Alessandro Bastasi, allego l’indirizzo del suo blog http://alessandro-ilrifugio.blogspot.com/

    Ho letto il libro di racconti di Giovanni, e condivido le notazioni di Perrottella.

    Alcuni racconti sono dolcissimi, sognanti, incantati, delle vere e proprie favole, con un ritmo che sembra un flusso di coscienza più che quello delle narrazioni vere e proprie. Il tempo in questi racconti non esiste, è una dimensione dell’anima, come diceva Agostino, o, se esiste, è circolare, e si adatta più alla profondità dei sentimenti e della vita di ciascuno che al suo scorrere oggettivo. Bello! Emblema di questo concetto mi sembra proprio il primo racconto. Il mio racconto preferito, come per Perrottella, è l’ultimo, “Le emozioni di un vecchio”, in poche pagine hai fatto il ritratto della sua vita, è coinvolgente e ben articolato con quei passaggi repentini, senza soluzione di continuità qual è, appunto, il flusso del pensiero.

    Altri sono meno riusciti, ma questo mi sembra normale.

    Ho notato che, alla fine di qualche racconto, ci metti una sorta di “morale”, questo mi ha lasciato perplesso. “Il vecchio nel castello”, ad esempio, mi è piaciuto molto, ma la frase finale, che “spiega” il significato del racconto secondo me non serve, perché è dal racconto stesso che lo si percepisce, questa è la potenza dell’arte, non trovi?

    Un’ultima notazione. A volte si capisce che, come tu stesso dici, scrivi di getto, senza pensarci: questo va bene, è proprio questo che rende affascinanti i tuoi racconti, ma una revisione successiva di certi termini e di certe frasi forse la farei, alcune espressioni sono un po’ “tirate via”, facendo un po’ scadere, a volte, uno stile per altri versi molto interessante.

    Poi, personalmente, ho un’idiosincrasia per le “d” eufoniche, a meno che la parola successiva non inizi con la medesima vocale (tipo: non mi piace come suono “… ed i tuoi occhi”, io scriverei “e i tuoi occhi”).

    E adesso … attendo con grande interesse il tuo romanzo. Se è nello stile di “Le emozioni di un vecchio” dev’essere davvero bello!

    🙂
    Ciao e grazie
    Alessandro

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