Una bella notizia

Dopo tanti giorni di brutte notizie per l’immagine della nostra Italia, mi riferisco per esempio ai filmati televisivi andati in onda in tutto il mondo, che facevano vedere i pullman di turisti, pochissimi che scendevano in mezzo all’immondizia in Campania, oppure le immagine dei nostri governanti che hanno fatto dell’Italia la repubblica delle banane.
Ecco finalmente ieri sera nel telegiornale una bella notizia e sono fiero di riferirla nel mio blog.
Rutelli ieri sera ha comunicato che sono riusciti a recuperare un vaso che era stato trafugato anni fa preziosissimo, testuali parole “di inestimabile valore” lo hanno recuperato in America da una collezione privata. Un grande successo della politica Italiana e di Rutelli.
Tutto questo ieri 18 gennaio 08 al telegiornale, oggi invece però, non ho sentito una parola dalla chiusura del sito italia.it.
Per chi non lo sapesse il sito italia.it doveva essere il fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo, doveva presentare l’Italia agli straniere che cercano in Internet informazioni per le loro future vacanze nel nostro paese.
E’ costato una cifra spaventosa si parla di 45 milioni di euro, no non ho scritto male proprio 45 milioni di euro, tutti soldi che sarebbero potuti essere utilizzati per una politica del turismo seria in Italia.
Noi da tempo chiediamo una comunicazione forte e pressante in tutti i media straniere per rivalutare l’immagine dell’Italia, proprio adesso che gli stranieri stanno pensando a dove andare in vacanza e cosa succede? Chiudono anche italia.it.
Tutto il turismo Campano è in una situazione disastrosa, a Bari un collega si suicida, ricevo lettere private di agenti di viaggio Campani che mettono i brividi e noi siamo soddisfatti di aver recuperato un bel vaso e al telegiornale si parla ampiamente di questo. Mi chiedo a cosa sono serviti tutti quei soldi se oggi il portale Italia.it e chiuso.
Perché Rutelli non vende agli americani quel bel vaso di inestimabile valore e dai i soldi a chi lavora nel turismo, non si disturbi a fare una comunicazione forte ai media del mondo, ci pensiamo noi, visto che siamo abituati a veder sparire quantità immense di soldi senza che ci arrivi nessun vantaggio.
Perché non danno la possibilità ai professionisti del turismo di gestire italia.it, sicuramente sarebbe un successo rispetto a quello che è stato fino ad oggi.
Mi fermo qui, una collega diceva che non riesce nemmeno più ad arrabbiarsi, io invece sì.
In questo blog mi ero ripromesso di non parlare di certe cose, ma sono un uomo e non si può rimanere inerti e passivi davanti a certe cose.

presa da www.advitali.org

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11 thoughts on “Una bella notizia

  1. Tu parli del vaso: ti ricordi come rimasi io quando lessi IN PRIMA PAGINA del ritrovamento del pene si Tutankamen?
    Io vorrei sapere chi è che stabilisce la priorità delle notizie…

  2. Mah! Non saprei dirti se è nato prima l’uovo o la gallina. Qualcuno propone, il pubblico sel la beve, e a forza di cotal nutrimento diventa sempre più beota, svuotato annichilito. E la storia continua.

  3. Si ma che tristezza pensate a quante cose si potevano fare con 45 milioni di euro. Si potrebbe provare achiedere i dettagli delle spese sarebbe bello vedere dove li hanno spesi.

  4. piucchealtro ti verrebbe l’ulcera…. Una volta avevo iniziato a leggere un libro intitolato “Lo spreco”: ho dovuto smettere per salvaguardare la mia salute. Incapacità+disonestà+menefreghismo+qualunquismo+codardìa ma soprattutto stupidità e lassismo.
    Più sciacalli e avvoltoi (supportati da latitanti e beoti).

  5. Sono convinto che però bisognerebbe fare qualcosa, non possiamo sempre chinare la testa ed essere passivi, accettare tutto quello che ci viene fatto senza fiatare.
    La gente potrà dire, beh quando ci saranno le elezioni faremo tesoro di queste cose, ma il problema è che sembra, dal di fuori che siano tutti daccordo, tu fai questo e prendi lì e lasci a me questo, non guardare quello che sto facendo qui ed io non guardo quello che tu stai facendo la.
    Che alternative abbiamo ?

  6. Essere uomini. Sapessi che battaglia sto combattendo adesso! E mi trovo le stesse persone per cui sto lottando che si tirano indietro, che hanno paura di esporsi, che preferiscono sopportare per paura delle conseguenze… quanto mi scorano queste cose!
    Io ho sempre combattuto in prima linea e a petto scoperto.

    *** e si dà il caso che sia ancora viva ***

  7. Gent.mo Giovanni,
    scrivo qui perchè non ho la sua mail.
    Complimenti per il suo blog e soprattutto per il suo libro!
    Ho utilizzato un suo pezzo (ho parlato di politica con un vecchio politico) come commento in un altro blog e tutti hanno apprezzato quello che ha scritto…
    Io ho scoperto prima il suo libro e poi il suo blog e contenta di ciò la inserisco immediatamente nel mio blogroll.
    Cordialmente Anna

  8. Ciao, Giò! ho fatto un giro per il tuo blog, e sono incappata in questo post.
    Racconti l’ennesima vicenda di spreco vergognoso, alla faccia di tutti noi: quanti grossi investimenti non servono ad altro che a dare soldi, appalti e occasioni ai soliti e ai loro amici. Quanto si costruisce non perché sia utile, ma solo per sfasciarlo subito dopo e far vedere di aver fatto qualcosa, un fondale di cartapesta con i nostri soldi, mentre i problemi della società e delle istituzioni non si risolvono ma si aggravano.
    Però la storia del vaso non appartiene a quest’ambito.
    Quel vaso, insieme a una serie di altri tesori che ora sono esposti in una splendida mostra al Quirinale, è stato recuperato dal mio ufficio, precisamente da un mio collega serissimo e di grande valore, di quelli che lavorano per anni con tenacia e sacrificio senza che nessuno li conosca, e vengono a malapena ringraziati.
    Il “valore inestimabile” dell’oggetto non significa che siano state sborsate ulteriori cifre astronomiche, perché non è stato pagato niente: era roba rubata agli scavi italiani, comprata piratescamente presso i tombaroli da musei americani pubblici e privati (alcuni dei loro curatori hanno perso il posto ed altri sono sotto processo negli U.S.A.), e il lavoro è stato di pazientissima diplomazia, convincere gli amministratori americani, con la massima buona grazia perché erano o si dichiaravano inconsapevoli della provenienza illecita degli oggetti, a “vergognarsi” di fronte al nostro Paese derubato e anche davanti alla loro opinione pubblica, che è piuttosto sensibile alle irregolarità, e convincerli a restituire, a rinunciare a queste galline dalle uova d’oro, che attiravano molti visitatori ed erano state comunque pagate parecchio. E questo, alla fine, solo in cambio di un prestito per 4 anni, a titolo di ringraziamento, di altri beni culturali, che alla fine torneranno da noi.
    Questi oggetti recuperati sono bellissimi, spesso eccezionali, possono costituire l’attrattiva di più di un museo, e rappresentare un importante incentivo turistico, che non è costato nulla salvo il lavoro paziente e veramente infaticabile dei reparti specializzati dei Carabinieri e di alcuni pubblici funzionari come noi.
    Non tutto va sempre così male, quei non molti che lavorano in silenzio qualche volta ottengono successi importanti e utili a tutti.
    Ciao, e complimenti per il blog! Cytind

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