E’ uscito un mio articolo sulla rivista Terza Pagina, trimestrale di editoria e cultura

Rivista Terza PaginaE’ uscito in dicembre un mio articolo sulla rivista TERZA PAGINA, trimestrale di editoria e cultura la potete trovare nelle librerie Feltrinelli, ho pensato di allegare anche qui l’articolo.

 

Scrittura al femminile scrittura la maschile.

Un autore citava su questa rivista, lo scorso numero, che una sua amica era solita leggere il nome ed il sesso di un autore solo dopo aver letto il libro, per cercare di capirne il sesso attraverso la sua scrittura . Credo sia un bel esperimento in cui non mi sono mai cimentato. Sarei curioso di scoprire se dalle parole riuscirei a scoprire il sesso dell’autore. In realtà non credo si possa desumere il sesso dall’autore o forse sì?
Ho fatto leggere il mio ultimo romanzo ad amici per avere un parere e per decidere se passare l’opera all’editore. Uno dei commenti che mi ha colpito di più è stato: “se non sapessi che lo hai scritto tu, penserei che lo abbia scritto una donna, è profondo pieno di sensibilità, romantico, con  dettagli che sono prettamente femminili”. Mi ha colpito e gratificato.
Perché la sensibilità, il romanticismo, le attenzioni ai dettagli devono essere prettamente femminili? Credo che la scrittura sia un forma di catarsi, un modo, per purificare il tuo cuore, la tua mente. Lo scrivere con il cuore è femminile o maschile?
E invece scrivi con la mente?
Forse scrivere con il cuore è più femminile e scrivere con la ragione più maschile o il contrario?
In questo mondo dove le donne si sono abituate ad essere come gli uomini, sul lavoro, nella vita privata, in famiglia e competono con gli uomini in tutto, che senso ha cercare di individuare la scrittura al femminile o al maschile.
Come si riconosce una donna dall’uomo? Una volta i ruoli erano diversi, la donna più attenta alla famiglia, al focolare, alle faccende quotidiane e l’uomo al lavoro, al bar, lontano dai figli e dalla casa.
Oggi i ruoli sono cambiati: la scrittura è cambiata con il cambiare del ruolo della donna nella società? La donna ha conquistato spazi, potere, ha lasciato la casa, spesso si occupa della famiglia né più né meno del proprio compagno. Oggi non fa più scalpore un uomo che pulisce la casa o che accudisce un figlio.
E’ difficile quindi capire se il ruolo diverso della donna nella società ha fatto sì che anche nella scrittura la donna si sia avvicinata all’uomo e l’uomo alla donna. Credo che molti anni fa, molti uomini si sarebbe vergognati nel scrivere racconti, poesie che parlano di sentimenti e di amore o addirittura di parlare apertamente di sentimenti e di amore, come invece faccio io nel mio libro “racconti del cuore”.
Nonostante abbiamo molti esempi di poeti e scrittori che parlavano di amore anche a quei tempi, oggi però le cose sono molto diverse.
E’ difficile capire la differenza e l’incidenza della società nello scrivere; di una cosa però sono convinto, amo la magia delle parole maschili o femminili che siano, che lentamente escono dalla penna, si dispongono sul foglio, dapprima in modo quasi casuale e poi prendono vita si compongo e spesso come per magia le vedi di nascosto cambiarsi di posto. Che emozione quando lentamente prende vita un racconto, un romanzo, quando senti le parole uscire dai tuo pensieri, alle volte lentamente con ordine, con educazione, alle volte invece con furore, con forza, spingendo, quasi urlando. Quando senti dentro di te le parole che spingono, vogliono uscire come un pianto che non puoi controllare, un pianto liberatorio, escono dal tuo cuore e si dispongono come soldati in fila, ognuno al suo posto, come soldati portatori di emozioni, soldati che combattono per far conoscere il valore del tuo cuore, dei tuoi pensieri, soldati pieni di te, pieni dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni, pieni di amore.
Credo che tutte le volte che dai nostri cuori, dai nostri pensieri, esce un racconto, una poesia, un romanzo, sia sempre una specie di miracolo, un dono importante un dono da condividere. Non credo di poter dare un sesso alla scrittura specialmente se questa viene dal cuore,  il cuore non è né maschile né femminile. Credo però che sia splendido perdersi tra le parole, emozionarsi e sognare nel leggere un libro e ancora di più nel scriverlo, raccontare i tuoi sogni, attraverso i tuoi racconti, e poter non smettere più di emozionare nel scrivere ed emozionarsi a leggere.
Giovanni

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