Ho parlato di politica con un vecchio politico

Veduta di Palermo Ieri scrivevo che la politica mi fa vomitare e che non amo parlare di politica specialmente in questo blog dove mi piace parlare di cose belle, di emozioni, di pensieri, di sogni, di racconti, di libri.
Mi sono ricordato però che qualche giorno fa sono andato a parlare con un uomo politico, un vecchio uomo politico, uno che ha vissuto molto della storia politica italiana degli ultimi 50 anni
Gli ho parlato della mia indifferenza nei confronti della politica e mente parlavo lui rideva, non capivo, pensavo fosse dispiaciuto di questa mio allontanamento dalla politica, mio come di tanti altri giovani o meno giovani.
Continuava a ridere in modo divertito e dopo un pò  mi ha detto.
“Sai nei piani alti della politica ogni tanto si parla delle persone come te che criticano la politica da lontano o peggio ancora che non se ne interessano e tutti si strofinano le mani”.
“Come si strofinano le mani?” ho chiesto.
“Sono tutti molto contenti che i giovani onesti, pieni di idee, pieni di voglio di cambiare il mondo e in particolare la nostra Italia siano lontani è una tecnica che loro usano per riuscire a mantenere il potere nelle loro mani”.
“Il potere nelle loro mani , una tecnica? Pensavo fosse un problema lo scollamento della gente dalla politica, non capisco”.
“Ma non vedi che sono anni che i politici sono sempre gli stessi? Siamo il paese con i politici più vecchi del mondo, anche la Cina ha fatto entrare una serie di politici giovani, ultimamente per cercare di seguire le nuove politiche commerciali e di sviluppo della Cina, non vedi cambiano di posto, di partito, ma sono sempre loro e tu credi che se i giovani iniziassero a fare politica loro riuscirebbero a mantenere le poltrone e il potere che hanno?
Giovanni,  ti conosco, so che sei una persona onesta, piena di voglia di fare, con idee nuove, aperta la mondo, alla tecnologia e con una attenzione per altri, tu saresti di sicuro un bravo politico, so, anche se in questo momento sembrerebbe strano, che faresti gli interessi dello stato e quindi di tutti i cittadini. Secondo te, se il popolo Italiano dovesse scegliere tra te e uno dei nostri politici, dimmi due nomi a caso i primi che ti vengono, ecco, se dovesse scegliere tra uno come Mastella o come Calderoni? O  qualsiasi altro ….. chi sceglierebbe secondo te?
Loro o te?
Sarebbero spacciati, tutti, se voi giovani incominciaste a capire che per cambiare il mondo della politica Italiano non dovete continuare ad odiarla ma entrare nei giochi della politica e cambiarla da dentro. La politica non è nè bella, nè buona, ma nè cattiva, nè brutta, è uno strumento, si può dire che fare il padre sia una cosa brutta o bella? No. come la politica non è nè bella, nè brutta, è uno strumento, può essere usato in modo giusto, onesto o meno, tu non devi giudicare la politica come strumento, ma chi la fa nel modo sbagliato e lui che sbaglia, non è la politica.
 Sai come si ride quando si legge sul giornale che i giovani si allontanano dalla politica e tutti si sfregano le mani, andate pure in piazza a protestare e sai cosa fanno loro? Ridono di voi tutti e sperano che ve ne stiate lontano dalla politica perché altrimenti sarebbero tutti spacciati in poco tempo.”
Poi mi ha dato una pacca sulle spalla e mi ha detto no, Giovanni tu non saresti adatto a fare politica sei troppo onesto caro mio, ti mangerebbero vivo, subito.
Sono uscito contento di non essere adatto a fare politica ma con le sue parole che mi ronzavano nella mente in modo continuo e incessante.

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6 thoughts on “Ho parlato di politica con un vecchio politico

  1. Hai ragione Paolo ma chi ce lo fa fare, in effetti come diceva quel vecchio saggio della politica io non sarei adatto troppo onesto, che tristezza essere considerato troppo onesto e con troppo poco pelo sullo stomaco per fare politica.
    Si Paolo viva l’iphone ne ho visto uno di importazione e costa poco ne prendiamo due per natale?

  2. Però quel politico aveva ragione…. essere schifati dalla politica significa abbandonare il campo, e abbandonare il campi significa lasciarlo a loro. Siamo tutti colpevoli.

  3. Quello che un pò mi dispiace e non essere adatto a fare politica perchè considerato troppo onesto e non disposto a compromessi, qualità per me esenziali per un politico.
    Visto che con la politica è andata male potrei fare lo scrittore che ne dite?

  4. caro giò non ti vedo da troppo tempo, eppure sei stato il mio primo amico a bologna, il comitato d’accoglienza migliore che si possa avere, sopratutto se si viene dal sud! molto tempo passato e tante storie da raccontare..
    La politica è una grande passione, sono d’accordo che non sia in assoluta nè buona nè cattiva; è lo strumento con cui puoi occuparti degli altri, della comunità, con cui farti portatore di valori e bisogni di molti, tradurli in azioni e benefici collettivi. Personalmene penso che sia perso più dell’onestà, la voglia di richiare, la capacità di leggere i nuovi conflitti e il desiderio e l’abilità nel ricomporli in una visione che includa anche le istanze più particolari.
    Noi siamo una generazione “saltata” abbandonata alle trasformazioni (del lavoro, della socialità, della tecnologia, delle relazioni; gli studiosi infatti leggono le trasformaizoni attraveros i nostri coportamenti)costretti a navigare a vista con una cassetta degli attrezzi spesso sfornita. Nessuno, neppure noi siamo fino ad oggi stati in grado di farci carico di noi in termini anche di rappresentanza dei nostri bisogni. Siamo una generazione che brucia e consuma, schiacciata da un quotidiano frenetico che fatica ad avere desideri di futuro da costruire in modo collettivo, con a volte qualche punta di nostalgia verso un passato che ci hanno raccontato. Ma personalmente penso che siamo in tempo ancora per farci sentire, per dare del nostro qui ed ora una rappresentazione che serva per il domani non solo nostro…ed allora non basta riempire le piazze del dissenso, come il tuo amico dice, bisogna far cambiare le cose da dentro. Ma i modi di far politicia sono tanti e i luoghi ancora di più… Anche l’iphone è in fondo solo uno strumento. un abbraccio e complimenti per tutto. A presto

  5. Ho pubblicato sul mio blog un post (è il penultimo, “Perché la libertà non è gratis”) in cui riporto, tra gli altri, un celeberrimo discorso di Piero Calamandrei, riguardante proprio il significato della politica e cosa significa disinteressarsene.
    Caro Giò, finché il politico onesto continua a essere uno, che ci prova e desiste, e quindi sempre una voce nel deserto, in politica ci rimarranno sempre e solo i disonesti. Bisogna iniziare. E magari fare pure lo scrittore: molti politici lo fanno!

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