Passato futuro oppure il presente

Foto gattoHo scritto un piccolo racconto “che giorno è oggi” riprendo i concetti di cui ho parlato nel racconto e mi chiedo:
Perché continuiamo a scordarci che ogni giorno è unico diverso dagli altri? Perché ci scordiamo che passato un giorno, quel giorno non ci sarà mai più?

Sento spesso parlare la gente e molti dire: “appena ho finito di pagare il mutuo mi faccio una bella vacanza” “appena avrò i figli grandi farò questo, appena laureato farò quest’altra cosa, appena viene l’estate farò, appena ecc”.
Sento le persone spostare avanti la propria vita, spostare avanti i sogni, le aspirazioni, i divertimenti le proprie aspirazioni.

L’unico momento che ha senso di essere vissuto e adesso, questo momento. 
Provare piacere nel scrivere questi pensieri in questo momento, senza posticipare il piacere nel prossimo che scriverò.

Perché è cosi difficile capire che l’unico momento che ha senso di vivere con tutta la consapevolezza e oggi, non domani, ne tanto meno l’ieri.

Quante persone vivono il passato e godono solo nel pensare al passato e li senti dire: “quando ero giovani si che facevo, quando era a scuola, quando ero senza figli, quando quando ecc”.

Il passato è passato e ci deve rimanere il ricordo, il futuro è futuro e lo vivremo quando diventerà presente.
L’unico momento che esiste è adesso, non posticipiamo la nostra vita e non viviamo solo di ricordi.

Che giorno è oggi?

“Che giorno è oggi?” Questa era stata la prima cosa che avevo chiesto appena ero uscito dal negozio.
“Come che giorno è oggi?” Mi aveva riposto una giovane ragazza, “mi prendi in giro”, erano state le sue parole.
No, non la prendevo in giro, era questo che volevo risponderle, mentre lei ormai era andata.
Non ricordavo che giorno era oggi, in realtà non ricordavo neanche che giorno fosse ieri e che giorno sarebbe stato domani .
In fondo non importava sapere che giorno era oggi, erano questi i miei pensieri mentre cercavo di sbirciare dentro ad una vetrina per vedere un calendario con una bellissima modella nuda.
Da lontano potevo solo capire in mese.
Dicembre era scritto in grande sopra al suo seno, avevo scoperto almeno il mese e per il momento ero soddisfatto.

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Una bella immagine

Ho ricevuto oggi questa bella immagine che voglio pubblicare anche qui, su questo blog, visto che le mie passioni sono olte ai libri i viaggi, questa immagine e questa frase riprende appieno i miei pensieri .

Pensiero di S. Agostino

Non ho in realtà controllato se la frase sia veramente di San Agostino, non è mia abitudine non farlo prima di pubblicare delle cose sul blog, ma visto che di santi me ne intendo poco e non credo sia facile controllare la pubblico.

E’ uscito un mio articolo sulla rivista Terza Pagina, trimestrale di editoria e cultura

Rivista Terza PaginaE’ uscito in dicembre un mio articolo sulla rivista TERZA PAGINA, trimestrale di editoria e cultura la potete trovare nelle librerie Feltrinelli, ho pensato di allegare anche qui l’articolo.

 

Scrittura al femminile scrittura la maschile.

Un autore citava su questa rivista, lo scorso numero, che una sua amica era solita leggere il nome ed il sesso di un autore solo dopo aver letto il libro, per cercare di capirne il sesso attraverso la sua scrittura . Credo sia un bel esperimento in cui non mi sono mai cimentato. Sarei curioso di scoprire se dalle parole riuscirei a scoprire il sesso dell’autore. In realtà non credo si possa desumere il sesso dall’autore o forse sì?
Ho fatto leggere il mio ultimo romanzo ad amici per avere un parere e per decidere se passare l’opera all’editore. Uno dei commenti che mi ha colpito di più è stato: “se non sapessi che lo hai scritto tu, penserei che lo abbia scritto una donna, è profondo pieno di sensibilità, romantico, con  dettagli che sono prettamente femminili”. Mi ha colpito e gratificato.
Perché la sensibilità, il romanticismo, le attenzioni ai dettagli devono essere prettamente femminili? Credo che la scrittura sia un forma di catarsi, un modo, per purificare il tuo cuore, la tua mente. Lo scrivere con il cuore è femminile o maschile?
E invece scrivi con la mente?
Forse scrivere con il cuore è più femminile e scrivere con la ragione più maschile o il contrario?
In questo mondo dove le donne si sono abituate ad essere come gli uomini, sul lavoro, nella vita privata, in famiglia e competono con gli uomini in tutto, che senso ha cercare di individuare la scrittura al femminile o al maschile.
Come si riconosce una donna dall’uomo? Una volta i ruoli erano diversi, la donna più attenta alla famiglia, al focolare, alle faccende quotidiane e l’uomo al lavoro, al bar, lontano dai figli e dalla casa.
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Ho parlato di politica con un vecchio politico

Veduta di Palermo Ieri scrivevo che la politica mi fa vomitare e che non amo parlare di politica specialmente in questo blog dove mi piace parlare di cose belle, di emozioni, di pensieri, di sogni, di racconti, di libri.
Mi sono ricordato però che qualche giorno fa sono andato a parlare con un uomo politico, un vecchio uomo politico, uno che ha vissuto molto della storia politica italiana degli ultimi 50 anni
Gli ho parlato della mia indifferenza nei confronti della politica e mente parlavo lui rideva, non capivo, pensavo fosse dispiaciuto di questa mio allontanamento dalla politica, mio come di tanti altri giovani o meno giovani.
Continuava a ridere in modo divertito e dopo un pò  mi ha detto.
“Sai nei piani alti della politica ogni tanto si parla delle persone come te che criticano la politica da lontano o peggio ancora che non se ne interessano e tutti si strofinano le mani”.
“Come si strofinano le mani?” ho chiesto.
“Sono tutti molto contenti che i giovani onesti, pieni di idee, pieni di voglio di cambiare il mondo e in particolare la nostra Italia siano lontani è una tecnica che loro usano per riuscire a mantenere il potere nelle loro mani”.
“Il potere nelle loro mani , una tecnica? Pensavo fosse un problema lo scollamento della gente dalla politica, non capisco”.
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Un piccolo pensiero di natale

Casa di NataleA chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore. A chi saluta ancora con un bacio. A chi lavora molto e si diverte di più. A chi va di fretta in auto, ma non suona ai semafori. A chi arriva in ritardo ma non cerca scuse. A chi spegne la televisione per fare due chiacchiere. A chi è felice il doppio quando fa a metà. A chi si alza presto per aiutare un amico. A chi ha l’entusiasmo di un bambino ma pensieri da uomo. A chi vede nero solo quando è buio. A chi non aspetta Natale per essere piu’ buono.  AUGURI

Pubblico questo piccolo pensiero che mi è arrivato da una amica cosi colgo l’occasione per fare gli auguri di un buon Natale a tutti  

Pensieri confusi dalla febbre

GrazicoSono a casa, sono vari giorni che ho la febbre alta.
E tutta il giorno che rispondo a clienti prepotenti e maleducati che hanno rispetto solamente per loro stessi.
Ma quanta gente piena di sè, incontriamo tutti i giorni, gente che vede solamente se stesso, i propri interessi e niente altro, gente pronta ad alzare la voce, specialmente quando non ha ragione, gente disposta a calpestare qualsiasi cosa per un contratto, per un affare, per un interesse.

In questi giorni mi accorgo che tanti criticano i nostri uomini di governo e le istituzioni e molte di queste critiche le condivido, li senti dire sono disonesti, pensano al proprio interesse, mentre nel loro piccolo queste persone stanno rubando una mela perchè non riescono a rubare qualcosa di più grande, oppure senti criticare le persone assunte perché raccomandate e poi ti senti chiedere ma tu conosci qualcuno che devo mettere a posto mio figlio, di esempi c’è ne sarebbero a non finire.

Credo che nel governo ci siano le stesse persone oneste che ci sono nella vita privata, in percentuale e che rispecchiano la cultura, il modo di pensare, il modo di agire della gente che rappresentano.

In realtà non so perché ho parlato di politica non mi piace parlarne, mi mette un po’ la nausea, ma in fondo vedo nel mio vicino, gli stessi difetti dei politici peggiori e questo spero faccia piacere ai politici.

Oggi è un giorno  di tristezza e di pessimismo cosa che non fa nemmeno parte del mio essere, ma forse dovuta solo alla febbre che mi impedisce di vedere le cose con lucidità

Probabilmente tra pochi giorni passata la febbre vedrò il mondo in modo più positivo e cancellerò questo mio articolo.

Perchè si scrive un blog?

Ho letto con interesse l’articolo di Michael Walsh nel suo blog dal titolo: “non smettere mai di essere te stesso”.
Ho tratto dal suo articolo un piccolo pensiero che cito che mi è piaciuto molto: “Nel mio piccolo mondo online ho preso tante strade ma ovunque vada, non riesco ad andare lontano da quella strada della mia personalita’, cosa che vuole e deve venir fuori in tutto quello che faccio”.

Ho risposto al suo articolo con il mio pensiero .

Spesso si scrive un blog, un racconto, un pensiero, una poesia solo per il gusto di esprimere un sentimento, una emozione. Molti dei nostri blog sono un insieme di pensieri, emozioni, racconti e niente altro.
Non sono altro che lo specchio di noi stesi, la nostra rappresentazione.
Io credo che noi siamo il frutto dei nostri pensieri che ci qualificano, ci danno valore ed i nostri blog sono la rappresentazione dei nostri pensieri. Forse i nostri blog potrebbero essere più professionali, più ordinati, forse dovremmo chiederci veramente cosa cerca chi legge il nostro blog.
O forse fare questo ragionamento ci porterebbe lontano da quello che siamo noi, dai nostri pensieri e quindi snaturerebbe il nostro blog?
Dobbiamo essere noi a chiederci che cosa vuole leggere un potenziale lettore, dobbiamo determinare un target, oppure lasciare correre le emozioni, i pensieri liberamente e lasciare che chi coglie le emozioni,  i nostri ragionamenti si avvicini al nostro blog?  

Ci sono regole?
Che obiettivo abbiamo?
E’ più importante che una solo persona abbia letto i nostri pensieri, abbia percepito le emozioni che abbiamo voluto condividere nei nostri racconti, nei nostri articoli, oppure sono meglio 100, 1000 persone che girano per il nostro sito senza attenzione?

Un racconto un pò diverso dal solito che riguarda le detrazioni di imposta, che bello

Non sono abituato a scrivere racconti di questo genere e comunque non su questo blog, ma non ho resistito e ho mandato questo articolo anche al blog di Beppe Grillo.

Vorrei parlare della legge che concede una detrazione di imposta del 55% per le installazioni delle caldaie a condensazione, caldaie chiamate ecologiche perchè emettono vapore acqueo in prevalenza ed hanno un rendimento molto alto.
Costano molto di più, ma con le detrazioni del 55% ne vale la pena.

Comprata la caldaia ti avvertono che se voglio avere la detrazione devo installare anche le valvole termostatiche nei termosifoni, altri 200 euro, ma va bene se con altri 200 euro avrò poi la detrazione del 55%.

Fai fare le fatture, paghi con bonifico, così l’installatore non fa del nero, facendo installare una caldaia tradizionale e installandola magari in nero, avresti gia risparmiato il 50%, ma va bene, lo facciamo per l’ambiente e poi è giusto, io le tasse le pago e quindi è etico farle pagare anche agli altri.

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Recensione su Booksblog.it

Questa mattina mi sono svegliato con una bella sorpresa, una recensione sul mio libro “Racconti del cuore” su booksblog.it
Vi allego il link Booksblog.it
Ringrazio Booksblog.it  ed allego la recensione originale.

Racconti del cuore di Giovanni Frenda

pubblicato: martedì 04 dicembre 2007 da Manila B. su booksblog.it in: scrittori libri recensioni narrativa italiana

Che dolcezza in questi “Racconti del Cuore” di Giovanni Frenda.

E’ così – e solo così – che posso iniziare questa breve recensione per il piccolo libricino che mi è giunto qualche tempo fa.
Copertina elegante e un po’ naif, come certi libri di favole per bambini. Ma in questa piccola antologia di racconti ci sono delle favole contemporanee, dei racconti fantastici ma che parlano del presente, della vita di tutti, del cuore di tutti.
Le emozioni sono messe sotto la lente di ingrandimento ed analizzate senza mai forzarle, i sentimenti sono messi a nudo nella semplicità di storie veloci, raramente oltre le tre pagine, ma non per questo frettolose, storie che si leggono d’un batter di ciglia, prima di andare a dormire, o appena svegli.
Qualche luogo comune non manca, ma in fondo ne abbiamo sempre bisogno, fa parte di noi stessi, fa parte delle storie, di quelle che ci hanno raccontato e di quelle che vogliamo raccontare.
Con un linguaggio immediato e semplice, accessibile a tutti, ma mai banale e tantomeno elementare, l’autore ci regala un libricino da portare in borsa e leggere nelle pause del tempo. Perché è questo che questi raccontini sembrano: dei piccoli strappi nel tempo, delle fessure aperte ai sogni.

Scegliere tra amore e odio un atteggiamento che ci contraddistingue nella vita

La vita ci pone tutti i giorni di fronte la possibilità di scegliere tra amore e odio.

Noi tutti dichiariamo di voler meno conflitti, paura, ansie depressione nel profondo del cuore lo desideriamo veramente. Ma i pensieri che facciamo nella maggior parte del tempo sono diversi, non scegliamo la pace invece del conflitto o la felicità invece che la paura perché temiamo che una simile scelta implichi sacrifici.

Pensiamo di poter ottenere soddisfazione dalla vendetta, pensiamo che nel dimostrare che noi abbiamo ragione e che qualcun altro a torto o che “umiliare” una persona con la quale abbiamo delle difficoltà ci possa dare un pò di pace e di soddisfazione”.

Ci sembra logico che essendo severi con i nostri figli possiamo insegnargli loro la dolcezza? Crediamo che alcune persone meritino di perdere a causa di loro comportamenti e che la giustizia consista nella pena che subiscono.

Cerchiamo di aumentare l’amore verso una persona escludendone altre.

Riteniamo che il senso di colpa sia auspicabile e che la sofferenza possa dare piacere, che prendere offra un guadagno.

E tuttavia ci stupiamo se questo approccio alla vita non ci da la pace e però non vediamo alcun motivo per cambiare i nostri principi.

Questo atteggiamento ci fa sentire indegni di essere amati, ci fa sentire colpevoli, incapaci e ambigui, dobbiamo fare una scelta tra la paura e l’amore. 
Dobbiamo scegliere di non restare intrappolati nel passato.

E’ chiaro che ognuno di noi determina le cose in cui crede e su cui basare la propria vita.

Spesso pensiamo di doverci identificare con il nostro passato, ma non è cosi, abbiamo un alternativa sempre.

Questo istante è il solo momento che esiste ed il perdono è la chiave della felicità.

Il perdono è la via verso la felicità. Astenendoci dal giudicare, lasciamo andare il passato e le nostre paure per il futuro. Cosi facendo capiamo che chiunque può insegnarci qualcosa e che qualsiasi circostanza costituisce un’opportunità di crescita per la nostra felicità e per l’amore.