Non avevo niente da fare

Foto albero di cachi con la neveCamminavo con calma, non avevo fretta, oggi non avevo niente da fare, avevo parcheggiato quella mattina la macchina in tangenziale e poi mi ero messo a camminare con calma per la città.  Avevo camminato e parlato con tutti quelli che avevo incontrato, da quante ore, non ricordo.
Perché? Perché! Perché avevo finito di fare tutto quello che dovevo.
Ma che cosa dovevo fare oggi?
Questa era la domanda che mi facevo fin dal mattino, fin da quando avevo parcheggiato la macchina.
Mi ero svegliato presto, pieno di energia, poi con lena ero uscito dal letto, mi ero lavato, pettinato, avevo bevuto un bicchieri di latte Freddo, non avevo tempo per scaldarlo e poi mi ero vestito con cura,  oggi volevo essere elegante, volevo che la gente mi notasse, volevo che chi mi incontrasse in giro potesse dire, ah quello si che oggi ha da fare delle cose importanti, avevo scelto con cura i calzetti, blu, avevo scartato quelli bucati in punta, anche se avevo pensato che con le scarpe nessuno avrebbe notato i buchi.
Avevo scelto un paio di pantaloni grigi, con la piega, puliti.
La camicia era difficile da scegliere, la blu o quella azzurra, alla fine avevo scelto quella azzurra.
Un paio di scarpe belle, pulite, di pelle nera e per finire un maglioncino color crema.
Oggi era una giornata da cappotto, non da piumino.
Sì, oggi avrei messo un cappotto grigio, bello.
E poi, poi un pò di gel prima di uscire, volevo essere bello, poi fuori di corsa.
Un caffè, di corsa avevo pensato? Ma si, 5 minuti potevo ancora perderli, prima di fare tutto quello che dovevo.
“Un caffè macchiato!” Come al solito, avevo ordinato, scusa oggi sono di fretta, ho mille cose da fare, vedi come sono elegante? Pensavo, mentre la cameriera mi allungava il caffè.
Niente zucchero, pensavo, ingrassa e poi alla cassa di corsa e via in macchina.
In macchina avevo trovato la coda, come sempre, mentre mi avvicinavo alla tangenziale già da lontano vedevo la fila, non oggi pensavo, ma perché tutto si accanisce contro di me. Proprio oggi?
Oggi che era una giornata piena di cose da fare.
Ormai non potevo più evitare la coda e allora, in coda con altre mille persone.
Potevo vedere il ragazzo che era in macchina vicino alla mia .
Ero un ragazzo giovane, circa come me.
Aveva i capelli pettinati, con il gel, circa come me.
Potevo vedere che aveva un bel cappotto, circa come me .
Sotto il cappotto vedevo una bella camicia, la sua era blu, la mia era azzurra, era diversa per fortuna.
E poi vedevo il suo sguardo, capivo che era uno che aveva tante cose da fare, lo si vedeva. Si vedeva la sua stizza per la coda, mi sembrava di sentire le sue parole, “no proprio oggi? Che cosa ho fatto di male”.
Pochi metri più avanti vedevo un altro ragazzo, anche lui sembrava ripetere le stesse parole, il suo cappotto pero era più brutto dei nostri e lui era pelato, non riuscivo a vedere la camicia, si era formata un pò di condensa sul suo finestrino, probabilmente non funzionava il riscaldamento della macchina.
Il mio andava ed ero contento.
Contento? Pensavo, come contento? Contento di cosa ?
Del riscaldamento?
Ma dove stavo andando ? Cosa avevo da fare di tanto urgente da impedirmi di scaldare il latte alla mattina ?
Terrore !!! Non ricordavo che cosa avevessi di tanto urgente ed importante da fare per mettermi in fila insieme a tante persone come me.
Per un momento non ricordavo più chi ero, perché mi ero messo il gel, perché avevo scelto la camicia azzurra e perché non mi ero messo quel bel piumino che ti scalda le ossa mentre il cappotto no.
Non ricordavo perché non avevessi messo il piumino che tu mi avevi regalato.
Perchè non ricordavo più nemmeno dove eri tu?
Non ricordavo quando tu eri andata via e peggio ancora non ricordavo perché eri andata via.
Mi ricordavo che quel giorno in cui ci salutammo, ero venuto a prendere le mie ultime cose quelle che ancora avevo lasciato a casa tua, io avevo mille cose da fare quel giorno e ricordo che pensaii, per fortuna cosi non avrei pensato al cuore in fiamme, ai polmoni che rifiutavano di far entrare l’aria, allo stomaco che cercava di digerire il cibo di giorni passati, non avrei pensato a quel buco nella pancia che sembra inghiottire i miei pensieri.
Non avrei pensato, avevo mille cosa da fare, quel giorno e poi anche il giorno dopo e poi il giorno dopo ancora e cosi fino ad oggi.
Non avrei pensato .
E adesso mentre passeggiavo tranquillo senza avere niente da fare pensavo a che cosa mi aveva spinto a correre fuori di casa senza aver scaldato il latte.

Gio.
 

Se vuoi scrivermi giovanni@raccontidelcuore.com
 
 

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2 thoughts on “Non avevo niente da fare

  1. Caro Giò, che dirti… il tuo racconto mi ha emozionato. E’ scorso così, davanti ai miei occhi, sulla mia pelle, impalpabile stato d’animo che tutti abbiamo provato… confondersi tra la folla, no, ma che dico, distinguersi, incontrare gente, ma no, che dico, isolarsi, vedere che gli altri sono uguali a noi… ma no, che dico, diversi. Avere qualcosa di importante da fare… ma no, che dico, un giorno vuoto… Dimenticare, ricordare, trattenerti, lasciarti andare…
    E poi, chiedersi perché.

    Ti abbraccio (e ti metto tra i miei preferiti)

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