Lettera di un bambino Iracheno ad un bambino Americano.

Un bimbo Ciao sono Kerizab sono Iracheno, ti scrivo perché il mio babbo mi ha detto che il tuo babbo verrà presto a liberarci dalla schiavitù.
Volevo che tu ringraziassi il tuo papà.
Mi hanno detto che lui viene perché noi siamo oppressi dalla schiavitù del nostro presidente.
Mi ha detto che ci porterete da mangiare. Mi hanno detto che appena arriverete  interromperete le sanzioni che ci stanno massacrando, specialmente a noi  bambini, che fanno si che non ci sia latte per i più piccoli e che non ci siano medicine negli ospedali.
Mi hanno detto che tutto questo finirà e sono contento.
Tuo Babbo  arriverà con le medicine che da anni aspettiamo, senza le quali sono  morti tanti miei fratelli.
Mi hanno detto che tuo Babbo porterà il latte per i miei fratelli, sai in questi anni  tanti sono morti  senza latte .
Mi hanno detto che finalmente ci sarà la liberta e tutti saranno, uguali come da voi .
Mi hanno detto che finalmente anche i più poveri non moriranno di fame, come da voi che siete liberi.
Mi hanno detto che finalmente ci sarà da mangiare per tutti e medicine per tutti, come da voi.
Mi hanno detto che dopo forse ci sarà da lavorare e costruirete le strade, le case, come da voi.
Mi hanno detto che tutti saremo uguali, come da voi e che non ci sarà un presidente che potrà fare quello che vuole,  che può se lo vuole invadere un altro stato .
Mi hanno detto che il vostro presidente e buono, non come il nostro .
Mi hanno detto che il vostro presidente non pensa ai propri interessi o si arricchisce e fa arricchire solo chi vuole lui, come da noi.
Mi hanno detto che presto succederà tutto questo e ne sono felice.
Finalmente potrò essere libero, come te.
Mi hanno detto però che forse per liberarmi distruggeranno la mia casa, a me piace, è piccola e povera, ma ci sono nato, a me piace cosi come è, non la voglio più bella, come mi hanno detto che mi daranno, forse, dopo che le bombe l’avranno distrutta
Potresti dire a tuo papà di non distruggere la mia e quella di mio cugino, a noi non interessa quella nuova, ma quella che abbiamo adesso.
Mi hanno detto che per un pò non potrò uscire di casa perché le bombe arriveranno sulla città, ma a me piace uscire e giocare a pallone nelle strade, a te piace?
Mi hanno detto che forse il mio Babbo morirà in questa guerra, ma io amo mio papa,  chiedi al  tuo presidente, chi mi stringerà dopo che sarà morto, chi mi  stringerà quando di notte sentirò le bombe che cadono intorno ed avrò paura ? Tu vuoi bene al tuo papa?
Mi hanno detto che forse per giorni non ci sarà da mangiare e da bere .
Mi hanno detto che non ci sarà la luce. Io ho paura del buio e tu?
Mi hanno detto che per parecchio non potrò andare a scuola, a me piace andare a scuola, a te? tu ci vai?
Mi hanno detto che forse non rivedrò molti dei miei amici, ma se avete le bombe intelligenti chiedi  al tuo papà per favore di non farle cadere sulle case dei miei amici, se muoiono loro con chi giocherò io? E poi io voglio bene ai miei amici, tu ai tuoi?
Adesso però caro amico ho molta paura per me e per i miei fratelli piccoli. Tu hai fratelli?
Mi hanno detto che la guerra ci porterà la libertà.
Ma adesso ho tanta paura e piango insieme ai miei fratelli, tu di cosa hai paura?
Pensavo, anzi, chiedevo un piacere, chiedi per favore al tuo presidente che è cosi buono ed al tuo papà di non venire a fare la guerra?  Cosi non avrò più paura
Ciao il tuo amico

Kerizab

Gio? Sì sono qui

“Gio”
“Sì”
“Ho visto un piccolo gabbiano che volava e poi si è posato vicino a me. Mi ha guardato, era bello”
“E poi“  
“Poi e volato via“
“Gio… tornerà?”  
“Non lo so, non so se tornerà, ma lo spero”.
“Gio” 
“Sì”  
“Gio”  
“Sono qui”
“Che bello”
“Che cosa?”
“Che tu sia qui”
“Sì, alle volte si da una cosa per scontata. Alle volte e cosi scontato che tu ci sia, che tu sia qui vicino a me, che mi scordo che tu ci sei. E poi basta un niente e tutto diventa diverso. Ti accorgi subito quando una persona non c’è piu”
“E’ triste”  
“Sì”
“Lo sai che cosa penso? Penso che si passa tutta la vita a cercare qualcuno da amare e poi alle volte ti sfugge dalle mani quando ormai lo avevi li. La vita ti fa degli scherzi incredibili.
Però io credo che non sia vero che la vita ti insegna, non è vero che quello che ti è capitato ti deve fare cambiare.
Credo che tu debba vivere la vita in ogni occasione come se fosse unica e la sola, senza pensare che sarà l’unica”

Non avevo niente da fare

Foto albero di cachi con la neveCamminavo con calma, non avevo fretta, oggi non avevo niente da fare, avevo parcheggiato quella mattina la macchina in tangenziale e poi mi ero messo a camminare con calma per la città.  Avevo camminato e parlato con tutti quelli che avevo incontrato, da quante ore, non ricordo.
Perché? Perché! Perché avevo finito di fare tutto quello che dovevo.
Ma che cosa dovevo fare oggi?
Questa era la domanda che mi facevo fin dal mattino, fin da quando avevo parcheggiato la macchina.
Mi ero svegliato presto, pieno di energia, poi con lena ero uscito dal letto, mi ero lavato, pettinato, avevo bevuto un bicchieri di latte Freddo, non avevo tempo per scaldarlo e poi mi ero vestito con cura,  oggi volevo essere elegante, volevo che la gente mi notasse, volevo che chi mi incontrasse in giro potesse dire, ah quello si che oggi ha da fare delle cose importanti, avevo scelto con cura i calzetti, blu, avevo scartato quelli bucati in punta, anche se avevo pensato che con le scarpe nessuno avrebbe notato i buchi.
Avevo scelto un paio di pantaloni grigi, con la piega, puliti.
La camicia era difficile da scegliere, la blu o quella azzurra, alla fine avevo scelto quella azzurra.
Un paio di scarpe belle, pulite, di pelle nera e per finire un maglioncino color crema.
Oggi era una giornata da cappotto, non da piumino.
Sì, oggi avrei messo un cappotto grigio, bello.
Continua a leggere

Pensieri Liberi

Mi piacerebbe che questo fosse lo slogan di questo blog Pernsieri liberi da ogni condizionamento, pensieri liberi dalla paura, pensieri libera dalla forma, dallo status sociale, pensieri liberi dalla politica, pensieri liberi da tutto e basta. Uno dei tanti blog? Che cosa spinge a pubblicare un blog?
Ne vedo tanti in giro, aiutatemi voi a capire che cosa ci spinge a passare le notti a scrivere, a rispondere, a esprimere i nostri pensieri, a lottare per i nostri sogni. Forse quello che ci spinge ad urlare i nostri pensieri nei blog è questa società dove la comunicazione tradizionale è blindata e appannaggio di pochi e sempre gli stessi, una comunicazione che segue le logiche della politica e della convenienza economica o personale. Forse anche per questo nascono a migliaia i blog, liberi esperimenti di pensieri, di sogni, di desideri, nuova aggregazione di risorse libere, luoghi di opportunità, luoghi di conoscenza, luoghi di socialità e fratellanza, luoghi senza tempo e senza spazio, nuova piazza telematica dove confrontarsi.
Confrontarsi, arricchirsi, ecco la differenza tra la comunicazione tradizionale attenta ad evitare i confronto, ad evitare la vera comunicazione, comunicazione a senso unico e la nostra comunicazione, la libera comunicazione.
Avete mai provato a scrivere ad un giornale o ad una trasmissione televisiva o ad un politico ecc, No non accettano la comunicazione perchè ne hanno paura, sanno che le critiche li sommergerebbero, mentre noi siamo aperti anche a queste, ogni persona puo’ criticare i miei pensieri, i miei racconti, i miei libri e questo non può che essere un momento di crescita un momento di evoluzione un momento per fermarsi un attimo a pensare.
Noi siamo in movimento e ci muoviamo tutti in mille direzioni diverse, ognuno con il proprio blog portatore di sogni e di pensieri, ma tutti nonostante il caos generale ci muoviamo verso una comunicazione nuova e ci allontaniamo sempre di più da chi credi di poter gestire i nostri pensieri e le nostre idee.
Liberi pensieri per tutti è questo il mio augurio oggi che nasce un altro piccolo spazio dove i pensieri di tutti saranno accolti con entusiasmo.

Giovanni Frenda   Gio piccolo

Un giorno senza nuvole

Foto tramontoSu di noi nemmeno una nuvola, una luna piena ci guarda, su di noi un cielo stellato, un silenzio irreale, una stella sorride ed io penso; che bello questo cielo, che bella questa brezza che mi accarezza il viso.  Aprile è un mese magico pieno di notti magiche, questa notte non voglio dormire, voglio vivere e vedere il giorno nascere, voglio vedere la luna che lentamente si perde nel cielo. La luna, la luna io la guardo e lei, sembra guardarmi. Qualche mese fa sentivo la sua voce, mi diceva qualcosa che io non volevo ascoltare, oggi sono qui seduto di fronte a lei e mi sorride. Lei forse mi ha capito, ha capito i miei pensieri. Oggi mi sorride di nuovo e mi parla. “Gio”, sento il mio nome, sento risuolare tra le foglie dei ciliegi il mio nome. “Gio”, “vieni qui, Gio, corri qui da me, Gio ascoltami”. Lo so che cosa vuole dirmi, ma oggi non posso ascoltare, i miei pensieri devono correre avanti devo e voglio correre. Ma dove? Ho visto tante cose cara luna, ho visto la tristezza, ho sentito il cuore che piangeva, ho sentito tante voci ed ho sentito la gente sorda. Il mondo è sordo, cara luna il mondo è ceco, e poi, e poi ti accorgi che un piccolo fiore nasce, ti accorgi che una piccola stella risplende nel cielo. Vedi una gemma su un ramo e allora non puoi più fare finta di niente, incominci a pensare che forse con il tuo aiuto una gemma diventerà un fiore, pensi che se innaffierai tutti i giorni il tuo fiore o il tuo albero, lui crescerà. Guardi il cielo e cerchi di ascoltare quello che milioni di uomini non sentono, guardi la luna e ascolti, guardi un fiore e ascolti. E poi piano, piano vedi un fiore cresce, la luna sorgere tutti i giorni e ti accorgi che anche tu, tutti i giorni ti svegli e cammini. Ti accorgi di vivere tutti i giorni, ti accorgi che di fianco a te un bimbo crescere, vedi un uomo alzarsi e correre, vedi finire un amore e di fianco un sorriso di gioia che illumina di nuovo un cuore.
Ho guardato il cielo, la luna, le stelle e poi il mio cuore e ho visto che e sottile, debole, insicuro, ma pieno d’amore, ho visto che e pieno di felicità e di gioia, ho visto che è pieno di sorrisi, ho visto anche te dentro al mio cuore. E poi ho capito, ho capito che la bellezza del fiore è adesso, solo adesso poi cogliere il suo odore, solo adesso puoi vedere il colore dei suoi petali e guastare il suo colore.
Ieri era un seme o una gemma niente più e domani sarà secco o sfiorito.
Quanti fiori che mi sono perso nella mia vita, quante volte sono corso in un prato e non mi sono fermato a sentire il loro odore, a vederne la loro perfezione.
Quanti tramonti mi sono perso mentre correvo dietro a qualcosa che non esiste, qualcosa che è solo nei miei ricordi e nella mia mente.
Quante luna mi sono perso e quante volte non ho ascoltato le sue parole.
Quante sere stellate mi sono perso e quante volte non mi sono fermato a vedere la mia città dall’alto.
La città dall’alto delle sue colline, appare diversa, magica, con le luci e le sue torri che sembrano un presepe.
Ed io invece che correvo tra i suoi vicoli alla ricerca del mio cuore, della mia ragione, dei miei sentimenti, del mio orgoglio, della passione, alla ricerca della verità, alla ricerca del successo, alla ricerca di te.
Questa notte non dormirò, voglio guardare la luna fino a che lei non sparirà dal cielo, voglio vedere tutte le stelle e domani voglio sfiorare tutti i fiori, ammirare la bellezza di ciascuno di loro.
Voglio ascoltare il canto degli uccelli, voglio ascoltare il mio cuore.

E se tutto fosse diverso?

Cercavo un pensiero per cercare di scaldare il cuore, ma niente, una nebbia avvolgeva il mio cervello e lo anestetizzava. Passavano i secondi e poi i minuti e forse le ore. Mi sembrava che piano piano il mio corpo smettesse di esistere ed una calma piano piano entrava dentro di me . Che bello sarebbe stato addormentarsi in quell’abbraccio e lentamente smettere di esistere, lasciare quel dolore e riempirsi di quella calma, di quella tranquillità che stava entrando dentro di me. Che bello smettere di tremare per il freddo, che bello smettere di pensare. Sarebbe bastato poco, lo sapevo, un attimo e poi finalmente libero . Mah libero da cosa? Libero da che? Libero da chi? Mi tornava in mente un poesia che ti avevo scritto tanto tempo prima, mi ricordavo di un bacio che ti avevo dato tanto tempo prima, mi ricordato di un sogno che avevo fatto tanto tempo prima. Adesso mi ricordavo di tutto quello che avevo fatto, di tutti i pensieri, di tutte le emozioni, di tutte le paure, di tutti le volte che avevo sfiorato la tua pelle. Ma se tutto fosse veramente stato diverso? Era solo un piccolo pensiero che entrava dentro di me con forza. E se tutto fosse veramente stato diverso? Se tutto quello che avevo vissuto fosse solo una piccola parte della verità? Se veramente io avessi visto solo quello che volevo vedere? E se fosse possibile vedere tutto da un angolo diverso ? Che disastro ..Che disastro pensavo, cercando di cacciare via quel pensiero che con sempre più forza si insinuava. Che senso avrebbe tutto questo? Se tutto fosse diverso? Se la mia realtà fosse solo una piccola parte? Che senso avrebbe smettere di tremare e smettere di pensare? Che senso avrebbe trovare la calma il quel modo?

Ho visto un bimbo che correva

Oggi ho visto un bimbo correre con gli occhi spaventati, gli occhi pieni di terrore, di rabbia, di paura, di rassegnazione, pieni di dolore, di sofferenza.
Ho visto un bimbo con gli occhi pieni di guerra e poi ho visto il figlio che non ho mai avuto in quegli occhi e ho provato vergogna ed una lacrima ha bagnato i miei occhi.
Quegli occhi mi chiedevano un perché che io non sapevo spiegare, quegli occhi entravano nella mia coscienza e mi chiedevano tu che cosa hai fatto per far si che tutto questo non succedesse .
Quegli occhi mi chiedevano di non farlo soffrire più.
Quegli occhi mi dicevamo basta con le guerre

Giovanni

L’amore di due lancette di un vecchio orologio

Un piccolo racconto tratto dal libro “RACCONTI DEL CUORE”

Questa è la storia di due lancette di un orologio, che per tutta la vita si rincorrevano e non riuscivano mai a stare insieme che per pochi secondi ogni ora. La lancetta lunga era ormai amareggiata. Non c’è la faceva più. Quando la incontrava  le diceva per un secondo quello che provava, ma il tempo era veramente poco ed i baci avevano il sopravvento sulle parole. Poi via! Ognuno per la sua strada.Lui correva e lei, piano, piano. “Ti amo! Vorrei stare insieme con te, per sempre”.La loro vita era segnata dal tempo e sapevano che sarebbe stato così per sempre. Un giorno di sole, uno di quei giorni in cui non ti aspetti niente se non di correre dietro al tempo, com’era loro abitudine, successe l’incredibile.Una botta fortissima. Per un attimo la lancetta pensò di essere nel paradiso degli orologi. La botta era stata troppo forte. Lui non sentiva più il tempo, eppure cercava di seguirlo, di rincorrerlo, contava i secondi ma non riusciva a muoversi. “Che disperazione!” , pensò, “non poteva finire così! Che fine per una lancetta. E lei dov’era? ”Non la vedeva e non riusciva ad avvicinarsi a lei .Sì, ora la vedeva, sulle 14, ferma.Lei come stava ? La botta era stata forte e lui non riusciva più a correre verso di lei. Per tutta la  vita, la sua era stata una corsa verso di lei per un attimo di amore e poi via di nuovo alla sua rincorsa. Adesso che sarebbe successo?  Lei come stava? La botta era stata forte, ma per la prima volta nella sua vita incominciò a sentire l’odore dell’aria fresca.Il vetro era saltato. Insieme all’aria sentiva il calore del sole, era bello, ma lei dov’era?
E allora no! Non poteva finire così! Doveva trovare la forza per ripartire, l’ultimo sforzo per un amore eterno, l’ultimo sforzo per un abbraccio eterno, eterno come il tempo.

E allora ecco che, piano piano, scaldato dal sole, lui si muove . Il tempo, no! Non riusciva più a tenere il tempo, ma non gliene importava più niente.Non era importante. Eccolo sulle 11 e poi, piano piano, eccolo arrancare con tutte le forze.Lo sforzo era tremendo. Sembrava che tutto il mondo, tutto il tempo lo tirasse indietro.Non poteva fermarsi; La vedeva,  era lì ferma sulle 14. Doveva farcela per lei. Per lui. Per loro.Eccolo che arriva sulle 13. Ormai è fatta, ma la forza se ne andava, non riusciva, ma doveva farcela. Eccolo lentamente avvicinarsi. Ora solo pochi secondi lo dividevano dal suo amore . Un ultimo sforzo ed ecco che, quando ormai aveva perso le speranza, ad un soffio, ad un secondo da lei, ecco che lei con un movimento violento si avvicinò verso di lui, un secondo ed eccoli vicini. Sì, vicini per sempre! Era un sogno, che ripagava una vita di momenti e di rimpianti, una fatica che solo l’amore può fare sopportare. 

………………………..”Il danno signore è troppo grande, le consiglio di tenerlo come soprammobile. Si fidi di un esperto orologiaio” , diceva mentre, inspiegabilmente, faceva l’occhiolino al vecchio orologio con il vetro rotto!


Gio

Per scrivermi   giovanni@raccontidelcuore.com

Racconti del cuore

Foto libro RACCONTI DEL CUORE di Giovani Frenda edizioni Sovera Multimediale.

Un piccolo libro di racconti, una raccolta di sottili dipinti dove realtà e sogni si mescolano, dove la fantasia prende corpo attraverso le parole che scono direttamente dal cuore e parlano delle emozioni, dell’amore, della passione, dell’amicizia, dei sentimenti che fanno parte della nostra vita. Una piccola magia che fa scaturire le storie con prepotenza dalla penna dell’autore il quale dipinge i sogni, le delusioni, l’amore in modo originale tutto d’un fiato, senza filtri, riuscendo a toccare le corde profonde del cuore del lettore.

Giovanni Frenda  

Se vuoi puoi ordinarlo direttamente cliccando su questo link

Clicca qui e ordinalo da iBS Italia  

logo ibs

 

Foto libro

 

Il mio nuovo BLOG

Nasce oggi 26 ottobre 07 il mio nuovo Blog
Dopo aver gestiro per anni il sito 
www.raccontidelcuore.com
Oggi nasce il nuovo BLOG, spero che tutti voi che lo leggete mi aiuterete a inserire pensieri nuovi.
Volevo chiamarlo  
PENSIERI LIBERI
Sara’ questo il principio che regolerà il blog, pensieri liberi da condizionamenti ,da giudizi liberi da censure.