Una melodia di cuori
Novembre 14, 2007 — raccontidelcuoreLA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA.Le urla erano forti, tutti si erano svegliati, chi urlava? LA LALA LA LA LA LA. Chi era che urlava cantando come un matto, nel mezzo della notte e che cosa voleva dire questa melodia LA LA LA LA LA?
Un matto sicuramente.
“Basta”, si sentiva, “vogliamo dormire”, ma chi cantava? Cosa voleva dire LA LA LA LA? Il giorno dopo in sindaco della città volle investigare, ma che cosa era successo quella notte e chi aveva svegliato tutta la città con le grida? Cosa voleva dire LA LA LA? Il pomeriggio si riunì il consiglio comunale e furono tutti d’accordo. Il comune non poteva non intervenire e la notte seguente il sindaco organizzò delle vedette per capire chi osava interferire con il sonno di tutti i cittadini con il LA LA LA.La notte venne veloce e nell’aria puntuale incominciò a risuonare un dolce suono LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA. Le vedette erano impazzite, il suono sembrava venire da tutte le parti, era impossibile capire da dove provenisse, era un lamento armonioso, un suono di mille violini che suonavano impazziti, i cui echi facevano perdere il senso della distanza e della direzione.
Il mattino seguente, il sindaco chiamò a raccolta tutto il consiglio e dichiarò guerra aperta al reazionario che era sicuramente di un partito avversario e che secondo lui voleva creare turbamento per vincere le prossime elezioni. Avrebbe messo una taglia, mille, sembrava una cifra ragionevole.Iniziarono subito le affissioni con epigrafi ingiuriose verso chi osava sfidare il sindaco e tutto il consiglio comunale, con inni notturni non autorizzati. Tutti erano eccitati, la notte stava scendendo e il sindaco sapeva che quella notte sarebbe stata quella giusta, a chi non avrebbe fatto piacere ricevere la taglia promessa.La notte scendeva veloce e un silenzio atipico colorava i tetti della città , perfino i gatti erano ammutoliti IN ATTESA DI QUALCOSA.Ecco all’improvviso una dolce risata accompagnata da una musica dolce e invitante. LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA, ma da dove veniva un suono cosi dolce?Un suono di violini, intenso e profondo, un suono che metteva la pelle d’oca LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA e ancora LA LA LA LA LA LA.La dolce musica ora era un pò più triste, ma echeggiava nell’aria, la gente era impazzita, tutti correvano, ogni angolo sembra l’origine di questo suono e il suono rimbalzava su ogni persona e si rifletteva nel cielo. Era come una palla in un bigliardo impazzita, il suono entrava nel cuore di ogni innamorato e usciva più dolce e più intenso, acquistava forza in ogni cuore puro e sensibile.Il suono acquistava forza e si propagava come un’onda tempestosa. La gente sembrava impazzita, il suono cresceva nel cuore di ognuno e come in una orchestra di cuori innamorati ognuno amplificava il suono che esplodeva nell’aria, LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA. La notte era passata ed il sindaco era furibondo, non riusciva a capire cosa succedesse nel suo paese .Lui, che aveva controllato fino ad allora tutto dei suoi cittadini, non capiva. Il consiglio era decimato. Perché tanti non si erano presentati a questa riunione? Bisognava chiamare la guardia civile e porre fine a questa oltraggiosa rivolta.Bisognava chiamare l’esercito che avrebbe arrestato chiunque avesse fiancheggiato questo oltraggioso traditore.Avrebbe instaurato la corte marziale e il coprifuoco da quella sera stessa. La città era deserta, ma tutti aspettavano, la gente lo sapeva, i cuori erano tutti pronti, erano come tanti bimbi in attesa del gelato. La notte era bellissima, deserta, la luna era grande e rifletteva i suoi raggi caldi. L’aria era fresca ed elettrica, il sindaco, con l’esercito, erano gli unici nel centro della piazza del paese. Loro erano sicuri, lui non avrebbe provato a sfidare la ragione, la forza della ragione e dell’ordine. La forza della mente, del controllo, delle cose giuste, delle regole.
NO si sarebbe arreso alla legge e alle regole, quella notte la gente avrebbe capito che la ragione, la legge erano più forti, nessuno avrebbe potuto vincere contro l’esercito con a capo il sindaco. Nel momento in cui la luna illumina con i suoi raggi la piazza, un tiepido suono LA LA LA LA LA LA lentamente incomincia a sentirsi. Ma come poteva sfidare così apertamente il potere? Pensò il sindaco, LA LA LA LA LA LA LA LA LA.
Il suono veniva dall’alto e si propagava veloce, LA LA LA LA era una melodia dolce, come il coro di una orchestra si propagava per il paese .Lentamente il suono cresceva ed aumentava la sua forza, era come se mille ruscelli si unissero per formare un fiume in piena. Il suono cresceva, LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA ed entrava nel cuore di ogni innamorato, schizzando in cielo per poi ricadere come una pioggia su tutti. Il sindaco non ci pensò due volte e ordinò di arrestare tutti.L’esercito sembrava impazzito, correva, ma sembrava investito da una energia sovrumana che annientava le menti ed apriva il cuore per unirsi al canto LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA. La pioggia sembrava infittirsi e la gente ora usciva dalle case non curante del coprifuoco. La gente cantava ed urlava alla luna LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA AMORE.Il sindaco, come impazzito, piangeva nel centro della piazza, la luna illuminava il viso e ogni lacrima scintillate correva sul suo viso e cadeva rumorosa ai suoi piedi. LA LA LA LA LA LA LA LA la melodia cresceva, il sindaco ora era in ginocchio, la sua forza era niente contro la forza dell’amore, combatteva una lotta impari, una lotta che già sapeva di avere perso e le sue lacrime lo dimostravano. LA LA LA LA LA LA ora il suo viso era più dolce, le lacrime continuavano a cadere e scintillavano come diamanti preziosi, LA LA, il pensiero correva verso una dolce ragazza dagli occhi dolci e sinceri, LA LA LA, il suo cuore sentiva una dolce sensazione che da anni non sentiva, LA LA LA LA LA LA LA, la sua voce stava cambiando, LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA, il pensiero di quegli occhi, si mescolavano al ricordo di dolci carezze ormai dimenticate, LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA. La sua voce ora era alta nel cielo e vibrava come un’arpa, LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA dove sei mio AMORE LA LA LA, ora il suo cuore ricordava, ricordava l’amore, ricordava la gioia di ogni carezza data e ricevuta, ricordava ogni sguardo ricevuto e ricordava la dolcezza di labbra baciate, succhiate. Ricordava gli attimi di fuoco, cuore contro cuore. Ricordava il giorno in cui aveva deciso, la ragione e le regole, la mente prima del cuore. Ora ricordava e piangeva felice, mentre il suo cuore impazziva alla ricerca di ogni sensazione perduta, alla ricerca di tanti momenti persi e perduti. LA LA LA LA LA dove sei? Mi pensi ancora? Dove sei? Il suo cuore cantava nel coro dell’amore, era una dolce melodia che aveva contagiato il paese. Ora aveva imparato ed era bello correre non curante della ragione e delle regole e cantare LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA LA , Ti amo amore, corri da me e canta con me LA LA LA LA LA LA.











Novembre 18, 2007 alle 8:54 pm
ah, l’amour!