Lettera di un bambino Iracheno ad un bambino Americano.
Ottobre 31, 2007 — raccontidelcuore
Ciao sono Kerizab sono Iracheno, ti scrivo perché il mio babbo mi ha detto che il tuo babbo verrà presto a liberarci dalla schiavitù.
Volevo che tu ringraziassi il tuo papà.
Mi hanno detto che lui viene perché noi siamo oppressi dalla schiavitù del nostro presidente.
Mi ha detto che ci porterete da mangiare. Mi hanno detto che appena arriverete interromperete le sanzioni che ci stanno massacrando, specialmente a noi bambini, che fanno si che non ci sia latte per i più piccoli e che non ci siano medicine negli ospedali.
Mi hanno detto che tutto questo finirà e sono contento.
Tuo Babbo arriverà con le medicine che da anni aspettiamo, senza le quali sono morti tanti miei fratelli.
Mi hanno detto che tuo Babbo porterà il latte per i miei fratelli, sai in questi anni tanti sono morti senza latte .
Mi hanno detto che finalmente ci sarà la liberta e tutti saranno, uguali come da voi .
Mi hanno detto che finalmente anche i più poveri non moriranno di fame, come da voi che siete liberi.
Mi hanno detto che finalmente ci sarà da mangiare per tutti e medicine per tutti, come da voi.
Mi hanno detto che dopo forse ci sarà da lavorare e costruirete le strade, le case, come da voi.
Mi hanno detto che tutti saremo uguali, come da voi e che non ci sarà un presidente che potrà fare quello che vuole, che può se lo vuole invadere un altro stato .
Mi hanno detto che il vostro presidente e buono, non come il nostro .
Mi hanno detto che il vostro presidente non pensa ai propri interessi o si arricchisce e fa arricchire solo chi vuole lui, come da noi.
Mi hanno detto che presto succederà tutto questo e ne sono felice.
Finalmente potrò essere libero, come te.
Mi hanno detto però che forse per liberarmi distruggeranno la mia casa, a me piace, è piccola e povera, ma ci sono nato, a me piace cosi come è, non la voglio più bella, come mi hanno detto che mi daranno, forse, dopo che le bombe l’avranno distrutta
Potresti dire a tuo papà di non distruggere la mia e quella di mio cugino, a noi non interessa quella nuova, ma quella che abbiamo adesso.
Mi hanno detto che per un pò non potrò uscire di casa perché le bombe arriveranno sulla città, ma a me piace uscire e giocare a pallone nelle strade, a te piace?
Mi hanno detto che forse il mio Babbo morirà in questa guerra, ma io amo mio papa, chiedi al tuo presidente, chi mi stringerà dopo che sarà morto, chi mi stringerà quando di notte sentirò le bombe che cadono intorno ed avrò paura ? Tu vuoi bene al tuo papa?
Mi hanno detto che forse per giorni non ci sarà da mangiare e da bere .
Mi hanno detto che non ci sarà la luce. Io ho paura del buio e tu?
Mi hanno detto che per parecchio non potrò andare a scuola, a me piace andare a scuola, a te? tu ci vai?
Mi hanno detto che forse non rivedrò molti dei miei amici, ma se avete le bombe intelligenti chiedi al tuo papà per favore di non farle cadere sulle case dei miei amici, se muoiono loro con chi giocherò io? E poi io voglio bene ai miei amici, tu ai tuoi?
Adesso però caro amico ho molta paura per me e per i miei fratelli piccoli. Tu hai fratelli?
Mi hanno detto che la guerra ci porterà la libertà.
Ma adesso ho tanta paura e piango insieme ai miei fratelli, tu di cosa hai paura?
Pensavo, anzi, chiedevo un piacere, chiedi per favore al tuo presidente che è cosi buono ed al tuo papà di non venire a fare la guerra? Cosi non avrò più paura
Ciao il tuo amico
Kerizab

Su di noi nemmeno una nuvola, una luna piena ci guarda, su di noi un cielo stellato, un silenzio irreale, una stella sorride ed io penso; che bello questo cielo, che bella questa brezza che mi accarezza il viso. Aprile è un mese magico pieno di notti magiche, questa notte non voglio dormire, voglio vivere e vedere il giorno nascere, voglio vedere la luna che lentamente si perde nel cielo. La luna, la luna io la guardo e lei, sembra guardarmi. Qualche mese fa sentivo la sua voce, mi diceva qualcosa che io non volevo ascoltare, oggi sono qui seduto di fronte a lei e mi sorride. Lei forse mi ha capito, ha capito i miei pensieri. Oggi mi sorride di nuovo e mi parla. “Gio”, sento il mio nome, sento risuolare tra le foglie dei ciliegi il mio nome. “Gio”, “vieni qui, Gio, corri qui da me, Gio ascoltami”. Lo so che cosa vuole dirmi, ma oggi non posso ascoltare, i miei pensieri devono correre avanti devo e voglio correre. Ma dove? Ho visto tante cose cara luna, ho visto la tristezza, ho sentito il cuore che piangeva, ho sentito tante voci ed ho sentito la gente sorda. Il mondo è sordo, cara luna il mondo è ceco, e poi, e poi ti accorgi che un piccolo fiore nasce, ti accorgi che una piccola stella risplende nel cielo. Vedi una gemma su un ramo e allora non puoi più fare finta di niente, incominci a pensare che forse con il tuo aiuto una gemma diventerà un fiore, pensi che se innaffierai tutti i giorni il tuo fiore o il tuo albero, lui crescerà. Guardi il cielo e cerchi di ascoltare quello che milioni di uomini non sentono, guardi la luna e ascolti, guardi un fiore e ascolti. E poi piano, piano vedi un fiore cresce, la luna sorgere tutti i giorni e ti accorgi che anche tu, tutti i giorni ti svegli e cammini. Ti accorgi di vivere tutti i giorni, ti accorgi che di fianco a te un bimbo crescere, vedi un uomo alzarsi e correre, vedi finire un amore e di fianco un sorriso di gioia che illumina di nuovo un cuore.









